La piccola cappella e la fucina assieme alla casa contadina del maso Lechtl spiegano che esso giá in passato aveva una particolare importanza. Nientedimeno fu spesso oggetto per artisti e pitture amatoriali.

Aquarello del maso Lechtl a Malles in Sudtirolo
Veduta del maso Lechtl e della capella a Malles in Sudtirolo

La chiesetta del maso Lechtl é dedicata alla nascita di Maria, ed é protetta dalle belle arti. Dall’apside tondo, che forma anche il cuore della cappella, possiamo dedurre che é stata eretta nel sedicesimo secolo. Sono ormai molti decenni che, tradizionalmente, l’otto settembre, nascita di Maria, viene organizzata una piccola festa al maso dove si ritrovano amici e parenti vicini e lontani.

Una tranquilla grigliata con i nostri ospiti nella fucina
Una tranquilla grigliata con i nostri ospiti nella fucina

La fucina ormai non viene più utilizzata. Lo spazio viene messo a disposizione degli ospiti, per passare delle ore piacevoli in compagnia.
Dove un tempo veniva forgiato il ferro, ora gli ospiti possono grigliare.
Nella fucina é possibile ammirare anche il vecchio mulino del maso.

La storia del Lechtlhof

Il nome del maso Lechtl trae con molta probabilità la sua origine dalla parola Lehen (feudo). Foneticamente la parola Lehen (feudo) deriva da leihen (prestare) e significa bene prestato. Da qui si può dedurre, che la storia del Lechtlhof ha le sue radici nel medioevo.
Ai tempi di Napoleone, e più precisamente nel 1809, il maso Lechtl fu dato al rogo. Ancora oggi, nella cantina del maso, si possono vedere alcuni segni e le prove dell’incendio. Il tavolo dell’appartamento Plattei è stato costruito con un pezzo di legno sopravvissuto all’incendio.

Karoline Patscheider, nata 1895 e il suo marito Johann Theiner, nato 1888 con i loro figli negli anni '40
Karoline Patscheider, nata 1895 e il suo marito Johann Theiner, nato 1888 con i loro figli negli anni '40

Nel 1926 Karoline Patscheider e Johann Theiner, i nonni di Georg, l’odierno proprietario, hanno scambiato il loro precedente maso con quello chiamato Lechtl.
Il più grande desiderio della nonna di Georg, un’afferrata donna d’affari, era quello di diventare la proprietaria del maso Lechtl.
Il maso originario della famiglia Theiner non aveva lo stesso valore del maso Lechtl e cosí la famiglia dovette pagare la differenza, la somma si aggirava intorno alle 60.000 lire, una cifra davvero considerevole per l’epoca.
Gli anni ’30 non portarono nulla di buono per i commercianti e nemmeno per la nostra Famiglia Theiner, che data l’inflazione, vide il suo debito crescere invece che diminuire. Il fatto che il commercio delle mucche e della carne non fosse più così redditizio non migliorò di certo la situazione.
Per la famiglia, che al tempo era composta da 15 persone, fu un periodo terribilmente duro e faticoso.
Grazie alla costruzione, appaltata dallo Stato Italiano, delle condotte a pressione per il trasporto dell’acqua dal lago di Resia fino alla centrale elettrica di Sluderno, subito sopra il maso Lechtl, gli uomini del maso poterono guadagnare qualcosina lavorandovici, mentre le ragazze restarono al maso a dare ospitalità ai lavoratori italiani. Grazie a questa nuova situazione la famiglia fu in grado di restituire l’intero prestito alla banca.

La cappella del maso Lechtl
La cappella del maso Lechtl

Il nome di famiglia Theiner

L’antico nome di famiglia Theiner vuol dire „striscia di terra tra due rogge (Waale)”. Una roggia é un canale di irrigazione artificiale oppure un fossato, che porta l’acqua dal ruscello al campo da irrigare, spesso molto distante.
In Val Venosta le precipitazioni sono così sporadiche, che la maggior parte dei contadini dipende da questi canali d’irrigazione artificiali.

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